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 NEWS OTTOBRE 2009 Riduci

BLANC PRESIDENTE AL POSTO DI COBOLLI GIGLI

L'imminente ratifica del nuovo Consiglio di Amministrazione della Juventus (che poi resta quello vecchio, meno Cobolli e Montali) e la decisione anticipata da John Elkann di elevare alla presidenza il manager francese Jean Claude Blanc, hanno generato una ridda di ipotesi e indiscrezioni su quello che potrebbe essere il futuro assetto dirigenziale della società. Da più parti si dà per scontato il ritorno alla corte della Vecchia Signora dell'amatissimo ex, Marcello Lippi, destinato a ricoprire eventualmente la carica di direttore tecnico dopo il Mondiale sudafricano. L'altro uomo in predicato di arrivare ai piani alti Corso Galfer 32 è il doriano Beppe Marotta, considerato dalla stampa sportiva il principale candidato alla poltrona di direttore generale bianconero. Suggestive supposizioni che però finiscono per mettere in seria discussione il ruolo ed il futuro di Alessio Secco. Già nella scorsa stagione si era parlato della possibilità di affiancare al giovane dirigente torinese, l'esperto amministratore delegato della Sampdoria. Una strada che francamente riteniamo poco praticabile. E' vero che nell'ambito della gestione sportiva c'è spazio per distribuire deleghe e competenze ben distinte, tuttavia, quando si parla di Secco e Marotta non si può nascondere che si tratti innanzitutto di due uomini mercato. Sarebbe un po' come mettere due galli nello stesso pollaio: difficile che non alzino la cresta. Il navigato timoniere del club genovese, tra l'altro, difficilmente lascerebbe una piazza comunque importante e nella quale ha carta bianca, per accettare un ruolo comprimario in un'altra società, neppure se questa si chiama Juventus. Così come appare improbabile che uno dei due rinunci ad occuparsi del mercato per dedicarsi a qualcos'altro. Neppure lo sbarbato Alessio Secco, cresciuto all'ombra di Luciano Moggi, sarebbe disposto a farsi da parte. Se è vero che negli ultimi anni le campagne acquisti della Juventus sono spesso - per non dire sempre - finite nel mirino della critica e dei tifosi, è altrettanto vero che non tutte le responsabilità sono attribuibili al giovane dirigente torinese che, a quanto ci risulta, ha gestito in totale autonomia solo l'ultima campagna acquisti, quella che ha portato a Torino il fuoriclasse Diego, il campione del mondo Cannavaro e la colonna del Brasile Felipe Melo. Lo stesso Moggi - che alla Juve ha ancora tanti amici e ben conosce i meccanismi e la struttura della società - aveva sottolineato un paio d'anni fa i limitati margini di manovra di Alessio Secco: "Credo che il mercato della Juventus lo abbia fatto l'allenatore con i dirigenti, ma ritengo che Secco non abbia l'ultima parola", aveva rivelato l'ex direttore generale bianconero.
Negli ultimi tempi, l'ex delfino di Moggi, ha acquistato sicuramente maggiore peso e potere decisionale all'interno dello staff dirigenziale, merito anche della fiducia concessagli dal futuro presidente Blanc, col quale ha instaurato un grande rapporto umano e professionale. La posizione di Secco, in sostanza, potrebbe vacillare solo nel caso in cui la Juventus andasse incontro ad una stagione totalmente fallimentare, impossibile da giustificare. In tal caso la proprietà imporrebbe un cambiamento che inevitabilmente porterebbe all'arrivo di Marotta. Qualora invece la squadra di Ciro Ferrara dovesse finire bene l'annata calcistica, il direttore sportivo bianconero verrebbe riconfermato ed il fantasma di Marotta verrebbe nuovamente ricacciato. Per la prossima stagione, dunque, si prefigurerebbe un quadro societario con Jean Claude Blanc sullo scranno presidenziale, Marcello Lippi nel ruolo di direttore tecnico e Alessio Secco direttore sportivo. Poi potrebbe e dovrebbe esserci spazio per un'ultima figura deputata ad occuparsi dell'area business, una sorta di Romy Gai. Il principale indiziato, ormai da settimane, è il potente manager della Nike, Riccardo Colombini, 39 anni, esperto di marketing sportivo e soprattutto grande amico di Blanc, pronto ad entrare nel quadro dirigenziale ben prima dell'estate, forse già a gennaio. Ieri a Montecarlo si attendeva qualche ulteriore conferma sulla candidatura di Colombini, ma nulla è trapelato. L'intenzione di Blanc ed Elkann resta comunque quella di ringiovanire il gruppo dirigente, non a caso stanno coltivando il giovane Alessio Secco e stanno tagliando Cobolli Gigli, il ramo più secco.


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 delusione e fischi ieri sera a fine partita.. Riduci

Juve, Marchisio affonda l'Inter

Marchisio sembra Messi, il baby torna in vetrina

Il centrocampista bianconero
decide il match, Alex lo orienta

FABIO VERGNANO
TORINO
Alessandro Del Piero ha vissuto decine di partite come quella di ieri sera. Le ha sempre affrontate senza brividi, con la certezza di essere uno che in un modo o nell’altro avrebbe lasciato il segno. Ma questa per lui era una storia diversa. Questa era la sua prima volta da capitano giocatore in un sfida di quelle pesanti dopo i tormenti per gli infortuni e le panchine sofferte a guardare e tifare. Era anche la sua prima, vera esibizione con Diego, il suo erede annunciato, quello che finora aveva fatto rimpiangere i milioni finiti in saccoccia al Werder. Ieri si è riscattato con gli interessi.

L’unione fa la forza, la voglia di dare un senso bianconero alla notte torinese, li ha stimolati, spingendoli verso una partita di sofferenza, durante la quale hanno comunque trovato i loro spazi. Il capitano ha scelto la divisa estiva. Tutta la squadra, a parte il solito Buffon, a maniche lunghe, lui con quelle corte di chi sapeva che non avrebbe sentito il freddo perché non avrebbe avuto pause.

Compito difficile il suo a contatto con i marpioni della difesa interista. In appoggio ad Amauri c’è stato, ma spesso si è scelto lui la posizione migliore, muovendosi anche lontano dall’area, cercando, rispetto al compagno delegato a dare fastidio a Samuel e Lucio, la sua fetta di campo più idonea a far danni. A volte è sembrato anche troppo defilato dalla manovra, ma non era un sottrarsi alle sue responsabilità che ha sempre conosciuto bene anche nei momenti peggiori. L’Ale che la gente ha acclamato fin dal riscaldamento pre partita, ha provato subito a indirizzare la sfida verso la sponda juventina. C’è riuscito dopo venti minuti di schermaglie con la collaborazione di Diego dal cui piede è partita la punizione del vantaggio, e l’aiutino determinante di Lucio che ha ingannato Julio Cesar con una deviazione minima, ma destabilizzante. Uno a zero per la Juve, ma soprattutto per Del Piero che lasciava così la prima impronta sul suo campionato fin qui di retroguardia.

Prezioso in tutto, anche nella ripresa che per la Juve è stata di grande determinazione e sofferenza, alla ricerca della vittoria sul nemico storico. Gli sforzi prodotti non sono finiti nel nulla. Otto minuti prima che Del Piero, ancora lontano dalla condizione ideale, si accomiatasse per lasciare spazio a Camoranesi, la Juve ha dato concretezza alle proprie ambizioni. Il vantaggio è stato un mezzo regalo di Julio Cesar, che ha respinto a fatica una cannonata di Sissoko, e ha premiato il carattere e la voglia di Marchisio.

Il miglior prodotto del vivaio bianconero degli ultimi anni si è fatto trovare al posto giusto per raccogliere la palla smorzata dal numero uno interista. Gol bellissimo, alla Messi. Per niente facile nonostante le apparenze. Una rete che premia il ragazzo torinese, la seconda della stagione. Come Del Piero, anche Marchisio ha avuto un avvio di stagione difficile. In tutto sette presenze prima di ieri sera, a bloccarlo è stato un intervento chirurgico al ginocchio destro. Si è ripreso la Juve in tempo utile per convincere Ferrara a non negargli questa partita intensa e spettacolare e per ribadire la sua indispensabilità. Bravo e disciplinato, da tempo ormai ha fugato i dubbi sulla sua tenuta atletica. «Avevo le gambe pesanti nel primo tempo, poi mi sono sbloccato. Il campionato è riaperto, ci siamo noi ma anche il Milan dietro questa grandissima squadra che è l’Inter. Ora non dobbiamo perdere più punti per strada se vogliamo lottare per lo scudetto». Nell’euforia finale c’è spazio per parlare anche del suo amico Balotelli. «É un amico, cerco sempre di stargli vicino. La gente con lui sbaglia, anche lui deve migliorare. Gli voglio bene, ma deve migliorarsi, si buttava sempre per terra».

Marchisio saggio e recuperato. Anche Lippi sa di poter contare su questo centrocampista che ormai non è follia accostare a Tardelli. Lo stesso Schizzo l’ha indicato di recente come un possibile erede. Marchisio non comparirà mai nell’elenco di color che son sospesi. Lui al Mondiale ci andrà di diritto.


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 Ma c'e' qualche GOBBO in questa dirigenza?? Riduci

15 ottobre..

La JUVE EMETTE UN COMIUNICATO DISCUTIBILE.. DOVE COMUNQUE ANNUNCIA IL RITIRO DELLA SCIARPA DELLA VERGOGNA..  VEDREMO .. NOI VIGILEREMO.. CERTO CHE, DOVER INSORGERE.. PER EVITARE CHE VENGA MESSA SUL MERCATO UNA SCIARPA NERAZZURRA..  E' QUALCOSA DI SURREALE.. LINK DEL GRUPPO SU FB DOVE SI E' SVILUPPATA TUTTA LA PROTESTA.. E IL CONSEGUENTE RITIRO DELLA SCIARPA INCRIMINATA.


http://www.facebook.com/group.php?gid=179064934186&ref=mf


15 OTTOBRE 
COMUNICATO UFFICIALE DELLA JUVENTUS.. SU JUVENTUSMEMBER.COM
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Il caso “sciarpetta nerazzurra” chiuso ufficialmente dalla Juventus

Da Juventus Membership
Da qualche giorno su internet è in corso una polemica che merita di essere chiusa. Dopo aver visto una vecchia sciarpa del catalogo “Champions League 2005/2006″ con il marchio Juventus accostato al blu e nero della Uefa Champions League, alcuni tifosi hanno espresso la propria vivace disapprovazione perché – dicono – la Juventus avrebbe messo in commercio una sciarpa “interista”. La realtà è meno preoccupante e piuttosto semplice: la sciarpa, come detto, è stata messa in vendita nel 2005-2006 in virtù di un accordo che concede all’Uefa la licenza per accessori che riproducono i marchi di squadre partecipanti alla Champions. Quattro anni fa passò del tutto inosservata e a fine stagione finì fuori catalogo. Il “caso” nasce dal fatto che la società che gestisce alcuni punti vendita di prodotti a marchio Juventus ha cercato di smaltire le scorte di magazzino esponendo le sciarpe accanto ai prodotti della stagione 2009/2010. Anche grazie alle segnalazioni dei nostri tifosi Juventus Merchandising e Juventus hanno chiesto di ritirare definitivamente le sciarpe. E il caso si è chiuso.
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COntrolleremo in settimana se cosi' e'.. prima di tutto.. dopo di che'.. per quanto l'obbiettivo primario e' stato raggiunto.. (non dubito che non le ritirino davvero visto la figuraccia..) lasciatemi dire che il comunicato e' abbastanza ridicolo.. nel senso che mi risulta che gli juve store sono gestiti dalla juve stessa.. e la persona che ne e' responsabile, risponde al direttore Marketing.. ovvero sempre a Fassone.. ergo mi dovrebbero spiegare a chi in realta' hanno chiesto di ritirarle se non a se stessi.... 
mamma mia che incompetenza.. 
Ma ci credono cosi' scemi? comunque meno male che sta faccenda si chiude.. perche' piu va avanti e piu si vede che abbiamo QUI QUO QUA ala diregenza della nostra JUVE.. e non un organizzazione seria con persone serie..
che tristezza...  Come cii manca l'AVVOCATO.. e come manca a tutti noi.. ma soprattutto in sede.. 
li prenderebbe tutti a calci in culo.. 
GRAZIE A TUTTI.. COMUNQUE..  GRAZIE A CHI SI E' INDIGNATO.. A CHI HA AVUTO IL CORAGGIO DI DENUNCIARE QUESTA VERGOGNA.. A CHI NON HA CHIUSO LA BOCCA.. C'E NE SONO TANTI DI GOBBI CHE L'HANNO FATTO.. SOLO PER NON PERDERE DETERMINATI BENEFICI.. 
GRAZIE A TUTTI VOI CHE AVETE FATTO CAPIRE CHE A STO GIRO SI ERA DAVVERO INCAZZATI E CHE AVEVANO ESAGERATO.. 
Comunque noi vigiliamo.. non si sa mai con questi.. 
Miss.

 


12 ottobre 2009

LINK DEL VIDEO.. di ju29ro.com che dimostra che e' tutto vero.. la sciarpa della vergogna costa 12 euro.. CHE SCHIFO..

http://www.calciomercato.com/index.php?c=7&a=146848

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Mandate in societa'.. a questo indirizzo due righe di protesta.. e semmai girategli pure il link di questo gruppo.. 
marco.fassone@juventus.com
che e' il direttore marketing della juve.. lo stesso dei 50 euro.. in curva.. . 
SCRIVETEGLI TUTTI..
MISS
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FERMIAMOLI!
NON BASTAVA CALCIOPOLI, NON BASTAVANO I 50 EURO A CURVA.. NON BASTAVA AVER FATTO ANDAR VIA PAVEL.. NON BASTAVA RIPORTARSI A CASA UN TRADITORE.. NON BASTAVA REGALARE AI VIOLA I NOSTRI GIOCATORI, VEDI ZANETTI.. NON BASTAVA DIMENTICARSI DI RISPONDERE AL CONI.. FACENDOCI DARE DEI DOPPATI.. NON BASTAVA ESSERSI COSTITUITI PARTE CIVILE CONTRO UN TIFOSO GOBBO SOLO PER AVER TENUTO IN MANO UNO STRISCIONE CONTRO LO ZINGARO.. E POTIREI CONTINUARE PER ORE.. ORA PURE UNA SCIARPA DELLA JUVE UFFICIALE PER LA CHAMPIONS LEAGUE CON I COLORI DELL'INTER.. 
MA C'E' QUALCUNO DI GOBBO NELLA NOSTRA DIRIGENZA E NELLA PROPRIETA'? 
SI DEVONO DIMETTERE TUTTI A PARTIRE DAL DIRETTORE MARKETING FASSONE.
CI VUOLE RISPETTO PER I TIFOSI.. E' DA QUANDO E' INIZIATA CALCIOPOLI CHE VENIAMO PRESI PER IL CULO.. IN TUTTI I MODI POSSIBILI.. ED ORA SPUNTA FUORI QUESTA SCIARPA? NESSUNA SPIEGAZIONE E SILENZIO.. SE NON FAR TRAPELARE PER VIE TRAVERSE IL FATTO CHE QUESTA SCIARPA SIA UNA EREDITA' DELLA VECCHIA GESTIONE MARKETING DELLA PRECEDENTE DIRIGENZA. OVVERO ROMY GAI. 
LO STESSO HA SUBITO SMENTITO.. E PER QUANTO FU LUI IL PRIMO A PIAZZARE I BIGLIETTI A 50 EURO A TORINO.. PER LE CURVE.. SI PUO' DIRE TUTTO TRANNE CHE NON SIA IL MIGLIORE NEL SUO CAMPO..
UN DIRETTORE MARKETING DELLA JUVENTUS CHE METTE IN VENDITA UNA SCIARPA NERAZZURA.. O E' UN INCAPACE, O E' IN MALAFEDE.. 
A VOI LA SENTENZA.. 
NOI CHIEDIAMO SOLO A GRAN VOCE CHE NON VENGA MESSA IN VENDITA.. CHE VENGANO RITIRARE IMMEDIATAMENTE LE COPIE CHE CI SONO IN GIRO.. 
NON POSSIAMO PRETENDERE CHE VENGANO BRUCIATE NELL'INCENERITORE DI TORINO.. MA QUELLA SAREBBE LA SOLUZIONE PIU GIUSTA.. 

QUESTA DIRIGENZA HA AMPIAMENTE DIMOSTRATO CHE NON HA RISPETTO PER I TIFOSI E, COSA PIU' GRAVE, PER LA STORIA DELLA JUVE.. 
SE NE DEVONO ANDARE.. E DI CORSA.. 
CI STANNO SPUTTANANDO 112 ANNI DI STORIA.
FACCIAMOCI SENTIRE.. 

NOI QUELLA SCIARPA DI MERDA .. NON LA VOGLIAMO. 

MISS - ORGOGLIGOBBO.IT

 


Romy Gai esclusivo "Mai avremmo approvato quella sciarpa"

Non scoprite quella vetrina....(Calciopoli brucia ancora)

image

Il titolo ricorda provocariamente quei film horror tipici americani di fine anni ’80.

D’altronde un vero sentimento di orrore ha colpito i tifosi juventini nello scoprire che nelle vetrine degli Juventus Store tra i prodotti attualmente in vendita c’è anche una sciarpetta che sembra esser quella dell’Inter ma con la scritta bianca "Juventus". Inguardabile.

Ebbene si, l’ormai divenuta"famosa" sciarpa ufficiale della Champions League juventina è di color blu scuro ed azzurro, una scelta cromatica davvero orrenda se rapportata ai colori storici della Vecchia Signora.
Questa scoperta, anche grazie a foto e filmati caricati nella rete, ha generato molta polemica sui forum e sui portali juventini più frequentati del web, perché come sempre più spesso accade da Maggio 2006 in poi si è cercato anche di capire a chi andasse attribuita la colpa di questa scelta perlomeno di pessimo gusto. Se alla Juventus della Triade o se a quella attuale.
Chi mi conosce bene e mi segue sin dai tempi dello scoppio di Calciopoli, a partire dallo scambio di e-mail avuto con l’Avvocato Zaccone durante il processo Rupertiano

(“Stia tranquillo Discreti, non accetteremo pena diversa da quella che verrà inflitta a Lazio, Milan e Fiorentina e lotteremo fino all’ultimo grado di giudizio” mi scrisse in quel Luglio 2006 l’avvocato difensore della Juventus. Come invece è andata poi a finire lo sapete tutti.....),

sa che difficilmente in questi casi aspetto di scoprire la verità dagli altri ma vado sempre da solo fino in fondo, anche per semplice curiosità personale.
Ho contattato quindi colui che negli anni della Triade si occupava proprio delle scelte commerciali, quel Romy Gai adesso emigrato per lavoro negli Emirati Arabi.
Alla domanda “se quella sciarpa che più della Juve pare esser dell’Inter fosse opera loro” mi ha risposto così:
“Ma figurati Stefano. Mai avremmo approvato una cosa del genere per rispetto dei tifosi.
Non esiste proprio. Per di più è una cosa che dipendeva direttamente da me. Mai e poi mai, ripeto!”
Ora che ho scoperto quindi chi ha messo in commercio questa sciarpa, non sono però qui certo per criticarli.
Ma sono qui per lanciare loro un appello ed a farlo non è certo il Discreti editorialista web, opinionista televisivo o conduttore radiofonico. No.
E’ lo Stefano, semplice tifoso, inorridito da quella scelta cromatica che offende la sofferenza patita dal popolo bianconero durante l’Inferno Calciopolesco.
“Ritirate quella sciarpa da ogni vetrina degli Juventus Store, anche a costo di rimetterci qualche euro, perchè la dignità del tifoso juventino non ha prezzo"


Stefano Discreti


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 Le interviste di giornata Riduci


Oct 16, 2009 ore 19:09:52
inserita da matteo trippitelli
In un' intervista alla Stampa, il Brasiliano Felipe Melo torna sul trasferimento di quest' estate che lo ha visto svestire i panni della Fiorentina ed indossare quelli della Juventus: "A Firenze sono stato benissimo, avevo un gran rapporto sia con la squadra che con la città. L' etichetta di traditore? Penso sia solo una parte della tifoseria gigliata a ritenermi tale, era giusto che all' offerta dellla Juve non rispondessimo no nè io nè la società, è stata vantaggiosa per entrambi. Se domani dovessi segnare cosa farei? Esulterei, questo mi sembra chiaro. Penso che non sia una mancanza di rispetto l' esultare dopo un gol".


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 Onore all'ape.. una di noi.. Riduci

Cannavaro, caso doping clamorosamente riaperto?

16/10/2009 12.22.25

Il caso legato al controverso risultato delle analisi antidoping effettuate su Cannavaro al termine della partita di campionato Roma-Juventus dello scorso 30 agosto potrebbe clamorosamente riaprirsi: secondo quello che risulta a Rivista Romanista, infatti, il motivo per cui la Procura Antidoping ha convocato per lunedì 19 ottobre i due medici della Juventus Bartolomeo Goitre e Luca Stefanini sarebbe legato al rifiuto che il Ceft (Commissione per l’Esenzione a Fini Terapeutici) ha opposto alla richiesta di esenzione presentata da Cannavaro a seguito della somministrazione di Bentelan, il farmaco usato per ridurre gli effetti infiammatori provocati dalla puntura di un’ape due giorni prima della partita. I motivi del diniego non sono ancora noti ma è possibile che al giocatore venga contestata la quantità di farmaco assunto, ben più ampia di quella necessaria ad una semplice profilassi antiinfiammatoria. Il Bentelan, insieme con alcuni farmaci della stessa categoria, ovvero i glucocorticosteroidi, appartiene alle sostanze dopanti non consentite durante le prestazioni sportive.


 

Milano, 21:37

CALCIO, CASO CANNAVARO; FERRARA: QUALCOSA NON HA FUNZIONATO

Anche Ciro Ferrara in passato è stato punto da una vespa "ma non era la stessa di Cannavaro e non ho avuto la necessità di usare il cortisone...". Ora che il caso doping di Fabio Cannavaro si è sgonfiato, il tecnico della Juventus ne parla con il sorriso. "A parte gli scherzi, per fortuna si è tutto risolto - spiega Ferrara ospite dell'Era glaciale, programma in onda questa sera su Rai2 -. Si era già parlato di questa puntura a suo tempo e si è dovuto sottoporre a cure. Il fatto di essere così noto, di essere il capitano della nazionale e di giocare nella Juventus ha ridimensionato il caso". Comunque Ferrara ammette che nella gestione del caso "c'e stato quelcosa che non ha funzionato. Ma la cosa principale è che Fabio è esente da ogni colpa e alla fine non è risultato positivo". 
(09/10/2009) (Spr)


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 Calciopoli Riduci

Calciopoli, spunta un teste a sorpresa
e accusa l'Inter su un caso Cordoba

Il guardalinee Mario Coppola racconta di presunte pressioni esercitate dall'allora designatore Gennaro Mazzei per ammorbidire il referto riguardante l'espulsione del colombiano avvenuta durante la partita di campionato tra i nerazzurri e il Venezia: ''Da quel momento in poi non ho più fatto la serie A''
di DARIO DEL PORTO

NAPOLI - All'udienza di Calciopoli un testimone a sorpresa, il guardalinee Mario Coppola racconta: "Dopo l'appello dil Francesco Saverio Borrelli (ex capo della Procura di Milano durante le indagini su Mani Pulite e all'epoca dei fatti al vertice dell'ufficio indagini della Federcalcio, ndr), mi presentai spontaneamente dai carabinieri per parlare di alcuni episodi che avevano riguardato l'Inter".

Secondo il testimone, i fatti si riferivano a presunte pressioni esercitate dall'allora designatore Gennaro Mazzei per ammorbidire il referto riguardante l'espulsione del calciatore colombiano Ivan Ramiro Cordoba avvenuta durante la partita di campionato tra i nerazzurri e il Venezia. Per quella esplulsione il difensore sudamericano interista era stato squalificato per due gare consecutive di campionato. Coppola ha però sostenuto di non aver aderito alla sollecitazione che avrebbe ricevuto: "Da quel momento in poi non ho più fatto la serie A e questo è solo uno degli episodi che potrei raccontare".

Il teste a sorpresa ha affermato anche che, quando prospettò questi argomenti agli investigatori, gli sarebbe stato risposto così: "Queste vicende non ci interessano, perché non ci sono intercettazioni che riguardano la squadra dell'Inter". Durante l'udienza è stato sentito anche l'attuale dirigente del Bologna Luca Baraldi, all'epoca dei fatti dirigente del Parma, che ha sostanzialmente confermato le dichiarazioni rese durante le indagini con riferimento all'incontro Lecce-Parma a conclusione del quale Baraldi aveva aspramente contestato l'arbitraggio di Massimo De Santis.

 


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 JUVENTUS - viola Riduci

 

Moggi: "Sono azionista, andrò all'assemblea"

Intanto Cobolli ha salutato i giocatori dopo l'addio alla presidenza
TORINO
L’ex dg bianconero Luciano Moggi si presenterà all’assemblea della Juventus, il 27 ottobre: «Ci sarò - ha annunciato ieri a RadioErre2 - perché sono azionista, uno dei maggiori. Voglio sapere dalla loro viva voce che cosa è successo».

Su Calciopoli, s’intede: «Quando uno ammazza una persona c’è l’avvocato difensore che sostiene la non colpevolezza: voglio sapere perché la Juve non si è difesa. E ricordo che l’avvocato Zaccone disse persino che la Juve poteva andare in C. Probabilmente non ha letto le pagine che gli erano state date».

Ieri sera, intanto il presidente Giovanni Cobolli Gigli ha salutato la squadra prima della sua ultima gara casalinga di A da presidente.


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